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	<title>Arezzo2000.it &#187; Sport</title>
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	<description>Il settimanale per conoscere e vivere Arezzo</description>
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		<title>Proteam Motorsport stagione 2010</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 06:30:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Proteam, con il mondiale WTCC 2009 ancora in pieno svolgimento, getta solide basi per il futuro, basta pensare che nell&#8217;officina di M arciano fervono i preparativi per allestire la vettura per la prossima stagione. Stando alle parole del team owner Vlamiro Presenzini Mattoli, il prossimo anno potrebbe essere ancora Félix Porteiro il driver del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Proteam, con il mondiale WTCC 2009 ancora in pieno svolgimento, getta solide basi per il futuro, basta pensare che nell&#8217;officina di M arciano fervono i preparativi per allestire la vettura per la prossima stagione. Stando alle parole del team owner Vlamiro Presenzini Mattoli, il prossimo anno potrebbe essere ancora Félix Porteiro il driver del team aretino,<span id="more-767"></span> ovviamente saranno da valutare tutti i dettagli economici, ma al momento tutto sembra filare per il verso giusto. Per quanto riguarda la seconda vettura bianco-blu-azzurra al momento sono tre le candidature, dato che il rapporto con il driver nipponico Nobuteru Taniguchi sembra rivolto solo ed esclusivamente alle ultime due gare del mondiale in corso. Si tratterebbe di un pilota francese, uno spagnolo e un belga che si contenderanno il volante della BMW di Presenzini, il quale non vuole sbilanciarsi, rimandando così la decisione al termine del campionato quando i piloti si sottoporranno ad una serie di test. Nel frattempo il Proteam, dopo aver interrotto la propria partecipazione alla Renault Clio Cup, sta meditando se intraprendere un&#8217;ulteriore avventura nel mondo delle auto da corsa. Stando ad alcune indiscrezioni il patron Presenzini sta seriamente pensando di presentare ai nastri di partenza del Porsche Challenge la propria scuderia. In alternativa, se questa ipotesi non dovesse andare in porto, la Superstar Series potrebbe rappresentare il nuovo banco di prova in cui il team aretino si misurerà a partire dalla prossima stagione.<br />
<strong>Matteo Marzotti</strong></p>
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		<title>Arezzo-Paganese 2 a 0</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 12:58:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Arezzo batte 2 a 0 una Paganese modesta, che alla fine non ha impensierito più di tanto gli amaranto. Il primo tempo si è aperto con alcune buone azioni degli amaranto, con la difesa azzurro stellata che ha spazzato via senza pensarci troppo i palloni messi al centro da De Oliveira e Erpen. Al quarto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Arezzo batte 2 a 0 una Paganese modesta, che alla fine non ha impensierito più di tanto gli amaranto. Il primo tempo si è aperto con alcune buone azioni degli amaranto, con la difesa azzurro stellata che ha spazzato via senza pensarci troppo i palloni messi al centro da De Oliveira e Erpen. <span id="more-764"></span>Al quarto d&#8217;ora si è fatta vedere la Paganese, ma anche gli ospiti si sono dovuti arrendere ai difensori di Semplici. Quando il cronometro segna il 33&#8242; Erpen vede De Oliveira sulla destra e con un passaggio preciso lo serve sulla corsa, cross del portoghese al centro dove Chianese (9 presenze e 7 gol per lui) non ci pensa due volte a deviare in rete di destro, battendo Melillo per il vantaggio. Negli ripresa gli ospiti si riportano in avanti creando scompiglio nell&#8217;area dell&#8217;Arezzo, ma ancora una volta la retroguardia amaranto è attenta e al 47&#8242; i ragazzi di Semplici raddoppiano. Togni si invola in contropiede, entra in area e di destro batte Melillo per il raddoppio. A questo punto la Paganese non spera più nel pareggio e il secondo tempo scivola via fino al 95&#8242; quando il direttore di gara fischia la fine del match.<br />
TOP<br />
Romulo Eugenio Togni (6,5): molti non credevano in lui e avevano pure storto il naso dopo la sua rete a Foligno. Il brasiliano però si è riconquistato il posto tra i titolari a suon di buone prestazioni sotto il profilo tecnico e agonistico, e così complice anche l&#8217;infortunio di Coppola, con la Paganese lo si vede in campo fin dal 1&#8242;. Buona partita condita anche dal gol e dalla corsa sotto la tribuna per andare a dedicare il gol del 2 a 0.<br />
Vincenzo Chianese (7): il mestiere dell&#8217;attaccante è fare gol. Fin qui niente di strano, ma quando l&#8217;attaccante segna a ripetizione, caricandosi sulle spalle la squadra, soprattutto nelle partite in cui è fondamentale sbloccare il risultato, tutto diventa difficile e allo stesso tempo più bello.<br />
FLOP<br />
Settore Ospiti: il calcio è anche spettacolo, coreografie e cori. Purtroppo con la Paganese il settore ospiti è rimasto desolatamente vuoto a causa del divieto di trasferta imposto ai paganesi. Con gli azzurro-stellati non si sono sentiti un po&#8217; di sani sfottò tra le tifoserie e questo alla fine è mancato.<br />
L&#8217;intruso negli spogliatoi: a fine partita un non meglio identificato tesserato della Paganese si sofferma a dire qualcosa a Leonardo Semplici. Il tecnico amaranto, secondo questo signore, ha ricevuto troppi aiuti dall&#8217;arbitro, in particolare troppe punizioni a favore che hanno condizionato – sempre a suo avviso – l&#8217;incontro. Peccato però che il due a zero sia stato frutto anche del maggiore cinismo degli attaccanti amaranto sotto porta.<br />
<strong>Matteo Marzotti</strong></p>
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		<title>Tiri&#8230; Mancini («Arezzo» 199, gratis in edicola da venerdì 27 febbraio 2009)</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 15:07:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Stanganini</dc:creator>
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Ma sì, diciamolo! A modo suo, Piero Mancini assomiglia a Berlusconi, almeno dentro a uno stadio. E non si parla di statura, né effettiva né morale. Pronti a intromettersi in faccende calcistiche, di teorica competenza di coloro che sono pagati per assumersi oneri e decisioni. «Ancelotti è raccapricciante»? Allora «Cari è tragico». Due veri Presidenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <a href="http://www.arezzo2000.it/wp-content/uploads/2009/02/arcop199.jpg" title="Tiri… Mancini («Arezzo» 199, gratis in edicola da venerdì 27 febbraio 2009)"></p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.arezzo2000.it/wp-content/uploads/2009/02/arcop199.jpg" alt="Tiri… Mancini («Arezzo» 199, gratis in edicola da venerdì 27 febbraio 2009)" /></p>
<p></a></p>
<p>Ma sì, diciamolo! A modo suo, Piero Mancini assomiglia a Berlusconi, almeno dentro a uno stadio. E non si parla di statura, né effettiva né morale. Pronti a intromettersi in faccende calcistiche, di teorica competenza di coloro che sono pagati per assumersi oneri e decisioni. «Ancelotti è raccapricciante»? Allora «Cari è tragico». Due veri Presidenti del “consiglio”, nel caso di Mancini riciclato, se è vero che di partite dal vivo ne ha viste poche e se ne è fatte raccontare tante.<br />
Così, dando ascolto a cani, gatti e ogni sorta di animale, comprese le rondini, è arrivato – <em>nuntio vobis gaudium magnum</em> – l’esonero di Marco Cari,<span id="more-691"></span> alla vigilia della delicata trasferta di Pistoia, dopo avergli fatto svolgere l’allenamento e la conferenza stampa successiva.<br />
Ad Arezzo arriva Guido Ugolotti, dalle nostre parti conosciuto come “Ugogol”, da giocatore secondo a nessuno nei colpi di testa, ma che ad Arezzo trova un altro specialista di nome Mancini. Piero, non Roberto oppure Amantino. A suo modo un fuoriclasse anche lui. Del masochismo.<br />
Marco Cari, portiere di ottimo livello nei tempi giovanili, non è riuscito a parare le bordate del Presidente e lascia l’Arezzo con un bilancio di 11 vittorie, 7 pareggi e 5 sconfitte, per un totale di 40 punti in classifica; immaginiamo il compito del successore, chiamato a fare di meglio, con la squadra terza. Per il tecnico laziale si tratta del primo esonero della carriera, altro record venuto meno grazie alla tenacia del Mancio. I cori a lui riservati dalla curva, nella partita interna contro il Lanciano, non sono bastati, anzi hanno probabilmente indispettito ancora di più il grande capo amaranto.<br />
E pensare che Cari, gran signore, non fuggì, ai tempi dei guai giudiziari di Mancini, per non rimangiarsi la parola data. Buoni e Cari, ma vallo a spiegare al Presidente.<br />
Una buona partenza e poi, per Mancini, si è trattato di riscrivere la grammatica, da “Marco Cari” a “marco Cari”, e stretto, con una marcatura alla Doveri, di quelle a piedi pari e gamba tesa. Adesso arriva Ugolotti, l’eroe del “Curi”, ricordate? Gol al Perugia, Arezzo salvo e umbri sprofondati nell’inferno della quarta serie.<br />
Cori, Curi, Cari… che sia una questione di vocali? Pensare che tutto ciò è stato fatto per raggiungere una consonante chiamata “B”. Dai, Ugogol, diciannovesimo allenatore della serie, 19 come i gol che hai segnato in amaranto da calciatore.<br />
Tiri Mancini, ma tira tira alla fine la corda si spezza. Finche dura, avanti così, sotto a chi tocca: alla Cari…ca!</p>
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		<title>Tutti i segreti di Luca Scassa!</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Nov 2008 08:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Ciabatti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Arezzo]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Scassa]]></category>

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		<description><![CDATA[Era il 1973 quando Giacomo Agostini conquistò il titolo italiano in sella alla sua MV Agusta. Domenica, a 35 anni di distanza, con il pilota aretino Luca Scassa si è ripetuto un sogno: titolo italiano e la casa varesina sul tetto d&#8217;Italia. Diventa inevitabile il confronto tra i due centauri, e sinceramente ci auguriamo che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><a href="http://www.arezzo2000.it/wp-content/uploads/2008/10/luca-scassa-01.jpg" title="Luca Scassa 01"><img src="http://www.arezzo2000.it/wp-content/uploads/2008/10/luca-scassa-01.jpg" alt="Luca Scassa 01" align="right" border="0" width="214" height="300" /></a>Era il 1973 quando Giacomo Agostini conquistò il titolo italiano in sella alla sua MV Agusta. Domenica, a 35 anni di distanza, con il pilota aretino <strong>Luca Scassa </strong>si è ripetuto un sogno: titolo italiano e la casa varesina sul tetto d&#8217;Italia. Diventa inevitabile il confronto tra i due centauri, e sinceramente ci auguriamo che Luca riesca a vincere anche solo un quinto dei successi che hanno costellato la carriera di Agostini.<br />
<strong>Domanda che ti avranno fatto mille volte, ma non puoi sottrarti proprio adesso dal risponderci! Cosa si prova a essere il successore di Giacomo Agostini?</strong><br />
«Beh, è un onore unico essere il suo successore! <span id="more-662"></span>Questo però non mi porta nessun titolo mondiale, quello dovrò sudarmelo da solo! Giacomo lo conosco, lo vedo a volte e mi fa sempre molto piacere pensare di essere il suo successore. Talvolta mi dà consigli, e tutta la sua esperienza mi fa riflettere sul numero delle imprese in cui è riuscito nella sua vita!».<br />
<strong>Qual è stato il momento più duro della stagione? Quale quello in cui hai capito che ce l&#8217;avresti fatta?</strong><br />
«Il momento più duro è stato a Misano, quando ho perso per un&#8217;impennata anticipata. È stato però anche il giorno in cui ho capito che avrei potuto farcela, perché Corti aveva tagliato il traguardo quarto. Da lì ce l&#8217;ho messa tutta&#8230;».<br />
<strong>Lascerai l&#8217;MV Agusta. Quale il ricordo più bello, anche non necessariamente sportivo?</strong><br />
«Le amicizie che ho con i ragazzi della MV, le esperienze che ho fatto in Usa e le gare vinte con il magico marchio: le porterò con me per sempre. Il ricordo più bello resta Imola 2006, la vittoria nella Coppa del Mondo».<br />
<strong>Quali sono le case motociclistiche che si sono interessate a te?</strong><br />
«Honda, Suzuki e Ducati».</p>
<p><a href="http://www.arezzo2000.it/wp-content/uploads/2008/10/luca-scassa-02.jpg" title="Luca Scassa 02"></a><a href="http://www.arezzo2000.it/wp-content/uploads/2008/10/luca-scassa-02.jpg" title="Luca Scassa 02"></a></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.arezzo2000.it/wp-content/uploads/2008/10/luca-scassa-02.jpg" title="Luca Scassa 02"><img src="http://www.arezzo2000.it/wp-content/uploads/2008/10/luca-scassa-02.jpg" alt="Luca Scassa 02" border="0" width="400" height="267" /></a></p>
<p align="justify"><strong>Come hai festeggiato il titolo, e cosa ti regalerai?</strong><br />
«Il titolo l&#8217;ho festeggiato subito dopo il traguardo con la mia moto! L&#8217;ho abbracciata e ringraziata per non essersi rotta negli ultimi giri! Ero commosso e appagato. Poi con gli amici, i parenti e i fan che erano al Mugello abbiamo festeggiato alla Pizzeria &#8220;Grand Prix&#8221; di Indicatore, una bella festa!».<br />
<strong>Che rapporto hai con il tuo bolide? Sappiamo che tieni moltissimo a curarne personalmente l&#8217;assetto e le modifiche pre-gara.</strong><br />
«Ci parlo: la moto ha un&#8217;anima, va curata e a volte va capita. La notte prima della gara ero nel box da solo con lei, ho tolto il telo che la copriva e ho iniziato a pulirla per bene&#8230; Dopo venti minuti era brillante e sembrava felice di aver passato del tempo da sola con me. Infatti domenica poi ha fatto la brava e abbiamo vinto il campionato italiano!».<br />
<strong>L&#8217;idolo sportivo di quando eri ragazzo &#8211; sia in moto che di altri sport &#8211; e quello che stimi adesso.</strong><br />
«Da piccolo, quando giocavo a calcio, nel Dante e nell&#8217;Arezzo, Gigi Buffon; Michael Jordan quando giocavo a basket. L&#8217;ho anche conosciuto l&#8217;anno scorso in America, in una delle gare del campionato americano: lui ha un team Suzuki. Quando ho iniziato a correre in moto Valentino Rossi. Adesso sono cresciuto e apprezzo umanamente e sportivamente una persona su tutte: il campione del mondo Sbk Troy Bayliss. Lui è grande dentro e fuori dalla pista, e spero di correrci insieme prima che si ritiri dalle corse».<br />
<strong>Hai un portafortuna, o un rito scaramantico prima di ogni gara?</strong><br />
«No, cerco di concentrarmi a fondo e basta. Di solito vado a lavarmi prima i denti, perché almeno a fine gara sono più fresco!».<br />
<strong>Ipod-Mac-maniaco&#8230; Quale la canzone migliore da ascoltare prima di una gara? Quella che dà più adrenalina!</strong><br />
«La colonna sonora di <em>L&#8217;ultimo dei Mohicani</em>».<br />
<strong>Segui una dieta particolare? Cosa fai per tenerti in forma?</strong><br />
«Ho una dieta che mi ha fatto perdere otto chili in un anno e mi ha messo in forma davvero! Quando non ci sono le gare mi alleno tanto con la <em>pit bike</em>: una specie di moto da cross, ma più piccola. Poi palestra e piscina».<br />
<strong>Il Luca in pista lo conosciamo: quello fuori? Che carattere hai? Cosa ti piace fare nel tempo libero?</strong><br />
«Viaggiare è la cosa che mi piace fare di più, ipod all&#8217;orecchio e via in giro per il mondo: questo stile di vita l&#8217;ho scoperto l&#8217;anno scorso viaggiando tra America ed Europa. Per il resto passo il mio tempo libero in officina alla Ska Racing a San Zeno con mio babbo, e vado in Casentino dalla nonna ad allenarmi in moto. Oltre a questo mi piace trascorrere il tempo con gli amici che ho in giro per l&#8217;Italia, e il gruppo di fan che ho mi fanno passare delle bellissime ore in loro compagnia».<a href="http://www.arezzo2000.it/wp-content/uploads/2008/10/luca-scassa-03.jpg" title="Luca Scassa 03"><img src="http://www.arezzo2000.it/wp-content/uploads/2008/10/luca-scassa-03.jpg" alt="Luca Scassa 03" align="left" border="0" width="217" height="300" /></a><br />
<strong>Hai un fan club eccezionale ed è anche merito tuo, che lo curi con passione e organizzi molti incontri. Che rapporto hai con loro? </strong><br />
«Bellissimo: tutti sentono e apprezzano il mio essere semplice, non montato, e questo da un lato mi fa piacere, dall&#8217;altro mi aiuta anche a capire che il modo giusto per avere successo è questo!».<br />
<strong>Quali sono i tuoi progetti futuri? Sportivi e non solo&#8230;</strong><br />
«Il mio futuro è concentrato sulle moto. Il mio sogno è vincere un Mondiale e farò di tutto perché questo accada. So che la strada sarà lunga ma ho voglia di farlo e di imparare, per raggiungere il mio obiettivo!».<br />
<strong>Ultima curiosità: sul tuo sito (</strong><a href="http://www.lucascassa.com" target="_blank" title="Sito ufficiale di Luca Scassa">www.lucascassa.com</a><strong>) è riportata una frase di Zanardi: &#8220;Se tutto è sotto controllo, significa che non sei abbastanza veloce&#8230;&#8221;. È un tuo motto di vita? Ne hai altri?</strong><br />
«Io e Alex abbiamo una cosa in comune: siamo gli unici italiani ad aver vinto il titolo di <em>Rookie of the Year</em> [letteralmente "matricola dell'anno", <em>ndr</em>] in una serie americana. Quel motto descrive perfettamente come andare forte in uno sport motoristico: quando tutto sembra sotto controllo significa che non stai andando abbastanza forte».</p>
<p align="right"><strong>Monia Bracciali</strong></p>
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		<title>Arieti Rugby Arezzo: al via il settore giovanile</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Oct 2008 16:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Ciabatti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Arieti]]></category>
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		<description><![CDATA[Andiamo a meta
Da sabato 4 ottobre (ore 15) l&#8217;Arieti Rugby Arezzo avvierà un proprio progetto giovanile, denominato Andiamo a meta, dando la possibilità a tutti i giovanissimi di intraprendere questo bellissimo sport.
Il programma, ideato dal responsabile del Settore giovanile Luca Oliva in collaborazione con la società, prevede un primo periodo denominato &#8220;Avviamento al Rugby&#8221;, dove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><strong><a href="http://www.arezzo2000.it/wp-content/uploads/2008/10/arieti-under.JPG" title="Giovani campioni dell’Arieti Rugby Arezzo in azione"><img border="0" align="right" width="244" src="http://www.arezzo2000.it/wp-content/uploads/2008/10/arieti-under.JPG" alt="Giovani campioni dell’Arieti Rugby Arezzo in azione" height="350" /></a>Andiamo a meta<a href="http://www.arezzo2000.it/wp-content/uploads/2008/10/arieti-under.JPG" title="Giovani campioni dell’Arieti Rugby Arezzo in azione"></a></strong></p>
<p align="justify">Da sabato 4 ottobre (ore 15) l&#8217;<strong>Arieti Rugby Arezzo </strong>avvierà un proprio progetto giovanile, denominato <strong>Andiamo a meta</strong>, dando la possibilità a tutti i giovanissimi di intraprendere questo bellissimo sport.<br />
Il programma, ideato dal responsabile del Settore giovanile Luca Oliva in collaborazione con la società, prevede un primo periodo denominato &#8220;Avviamento al Rugby&#8221;, dove i ragazzi potranno incontrarsi e conoscersi, intraprendendo un percorso ludico-formativo che servirà al giovane per avvicinarsi al mondo del rugby.<br />
Il rugby dà l&#8217;opportunità ai giovani di <span id="more-597"></span>vivere un&#8217;esperienza sportiva esaltante e sbalorditiva, insegnando i principi fondamentali della società in cui viviamo, come il rispetto degli avversari, delle regole e dei compagni, nonché la collaborazione reciproca finalizzata al raggiungimento di uno scopo comune. Gli Arieti sono convinti che il Rugby è libertà e scuola di vita, insegnando così a vivere.<br />
I corsi di avviamento si svolgeranno tutti i sabati pomeriggio dalle ore 15, presso il campo sportivo di Olmo. Potranno partecipare tutti i giovani dai sei anni in poi, senza distinzioni di sesso, peso o statura.<br />
Per maggiori informazioni sull&#8217;iscrizione e sul rugby per i giovani, scaricate la nota informativa sul sito <strong><a target="_blank" href="http://www.oltreilquintale.it" title="Arieti Rugby Arezzo">www.oltreilquintale.it</a></strong>.</p>
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		<title>Arieti ancora a testa bassa!</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Sep 2008 13:19:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Ciabatti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Arieti, riparte la stagione. E domenica testa e grinta nell&#8217;amichevole col Gubbio 
&#8220;A testa bassa&#8221;, è stato questa la frase con cui l&#8217;allenatore Mazzi a dato il via alla nuova stagione degli Arieti. Ed è con la testa bassa che l&#8217;Arieti Rugby Arezzo affronterà la seconda stagione del campionato toscano serie C2. Dopo un primo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Arieti, riparte la stagione. E domenica testa e grinta nell&#8217;amichevole col Gubbio</em><strong> </strong></p>
<p align="justify"><strong>&#8220;A testa bassa&#8221;,</strong> è stato questa la frase con cui l&#8217;allenatore Mazzi a dato il via alla nuova stagione degli Arieti. Ed è con la testa bassa che l&#8217;Arieti Rugby Arezzo affronterà la seconda stagione del campionato toscano serie C2. Dopo un primo anno fatto di incertezze e tanta grinta, quella a venire sarà la stagione delle conferme, dove rinnovare l&#8217;impegno e mettere a frutto l&#8217;esperienza maturata.</p>
<p><a href="http://www.arezzo2000.it/wp-content/uploads/2008/09/arieti-01.jpg" title="Gli Arieti al campo di allenamento"></a><a href="http://www.arezzo2000.it/wp-content/uploads/2008/09/arieti-01.jpg" title="Gli Arieti al campo di allenamento"></p>
<p style="text-align: center"><img border="0" width="300" src="http://www.arezzo2000.it/wp-content/uploads/2008/09/arieti-01.jpg" alt="Gli Arieti al campo di allenamento" height="240" /></p>
<p></a></p>
<p align="justify">La ripartenza, dopo un mese di duro lavoro all&#8217;insegna del rigore e della serietà, li vedrà esordire domenica 28 (dalle ore 15 presso il Centro Sportivo Olmo) contro gli amici del Gubbio, in un&#8217;amichevole che <span id="more-593"></span>serve a far riassaporare a tutti la terra e come rodaggio per i nuovi acquisti. I biancorossi potranno contare su una formazione completa che permetterà di valutare i nuovi schemi e i nuovi ruoli.<br />
La società Arieti Rugby Arezzo intanto non ha &#8220;dormito sugli allori&#8221;, e durante l&#8217;estate ha rivisto profondamente il Consiglio di Amministrazione con l&#8217;inserimento di nuovi Consiglieri e la nomina di un nuovo presidente, Paolo Fabianelli, che prende il posto di Maurizio Paggini, vero artefice, insieme a Enrico Cangi, Michele Mazzi e Marco Morelli, anch&#8217;essi tuttora consiglieri, del progetto &#8220;Arieti&#8221;. Paggini resta comunque del CdA, e può ora spostare l&#8217;attenzione sul campo, dove l&#8217;attende la sua maglia numero 8.<br />
Il rinnovo del CdA getta definitivamente le basi per una stabilità tale da consentire agli Arieti una pianificazione concreta del proprio futuro, per essere a tutti gli effetti un punto fermo nel panorama agonistico aretino e toscano.<br />
Intanto è stato dato il via al progetto giovanile che vedrà, dal 4 ottobre 2008, l&#8217;inizio dei primi allenamenti per i giovani Arieti.<br />
Insomma, anche quest&#8217;anno, la proverbiale testa dura degli Arieti del rugby aretino torna preponderante, e speriamo vincente.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sba: spazio ai giovani!</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Sep 2008 12:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Ciabatti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Archiviata la stagione passata &#8211; terminata a fine maggio in semifinale a Cagliari, tra gli applausi del pubblico sardo &#8211; è ripreso il cammino della Sba (Scuola Basket Arezzo), la squadra di pallacanestro aretina di proprietà dell&#8217;Eutelia, verso il nuovo campionato, il quarto consecutivo nella serie B Dilettanti (la nuova denominazione che da quest&#8217;anno ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><a href="http://www.arezzo2000.it/wp-content/uploads/2008/09/sba.jpg" title="Roberto Marconato dell’Eutelia Sba al tiro"><img border="0" align="right" width="250" src="http://www.arezzo2000.it/wp-content/uploads/2008/09/sba.jpg" alt="Roberto Marconato dell’Eutelia Sba al tiro" height="300" /></a>Archiviata la stagione passata &#8211; terminata a fine maggio in semifinale a Cagliari, tra gli applausi del pubblico sardo &#8211; è ripreso il cammino della <strong>Sba </strong>(Scuola Basket Arezzo), la squadra di pallacanestro aretina di proprietà dell&#8217;<strong>Eutelia</strong>, verso il nuovo campionato, il quarto consecutivo nella <strong>serie B Dilettanti</strong> (la nuova denominazione che da quest&#8217;anno ha assunto la vecchia B2).<br />
Per conoscere la squadra e le ambizioni di questa nuova stagione siamo andati alle Caselle, prima di un allenamento, per incontrarci e parlare proprio con il nuovo coach della squadra, <strong>Giacomo Genovese</strong>: 46 anni, allenatore da 25, presentato nel sito della società (<strong><a target="_blank" href="http://www.sba-ar.it" title="Scuola Basket Arezzo">www.sba-ar.it</a></strong>) come &#8220;uno degli allenatori più preparati di tutto il Sud Italia&#8221;, Genovese <span id="more-558"></span>nella sua carriera ha il merito di aver lanciato molti giovani interessanti, tanto che ha collaborato col Settore Squadre Nazionali come referente tecnico della Serie B per selezionare i migliori giovani per la Nazionale, partecipando poi anche ad alcuni raduni nel ruolo di assistente allenatore di Carlo Recalcati. Un coach che ci sa fare con i giovani, e un gruppo tra i più giovani del campionato: queste sono le premesse da cui parte la stagione della Sba.<br />
<strong>Genovese, si presenti velocemente ai nostri lettori.</strong><br />
«Sono un allenatore con un&#8217;abbondante esperienza in categoria, anche se finora ho allenato squadre del girone meridionale: ho avuto solo un&#8217;esperienza nel girone della Sba quando ero alla guida del Catania [stagione 2005-2006: sia all'andata che al ritorno la sua squadra sconfisse l'Arezzo, <em>ndr</em>]. Sono siciliano di Trapani, ed è in questa città che sono cresciuto come allenatore: ho iniziato infatti nella Pallacanestro Trapani dove ho lavorato come assistente, anche in serie A, al fianco di grandi coach. Dal 1994 sono invece diventato capo allenatore e ho avuto molte esperienze in B2 e B1 nel Sud Italia. Le ultime due stagioni ho allenato a Bernalda (in provincia di Matera) e in entrambi i campionati, in quello che è indicato da tutti come il girone più competitivo della B2, ho centrato i play-off». <a href="http://www.arezzo2000.it/wp-content/uploads/2008/09/allenatore-sba.jpg" title="Giacomo Genovese, nuovo allenatore Sba"><img border="0" align="left" width="180" src="http://www.arezzo2000.it/wp-content/uploads/2008/09/allenatore-sba.jpg" alt="Giacomo Genovese, nuovo allenatore Sba" height="250" /></a><br />
<strong>Ormai il <em>rooster</em> della Sba è completo: come vi presentate al via?</strong><br />
«Rispetto alla passata stagione, la squadra è stata fortemente rinnovata e ringiovanita. Tra gli &#8220;anziani&#8221;&#8216; del gruppo precedente sono rimasti solo due giocatori, <strong>Luca Radaelli</strong> e <strong>Roberto Marconato</strong>, per il resto c&#8217;è stata una vera rivoluzione. Sono arrivati nuovi giocatori importanti, di cui tre che conoscevo per averli già allenati e che ho richiesto io alla società. Si tratta di <strong>Ernesto Carrichiello</strong>, una guardia/ala molto giovane che ho avuto con me a Catania e che lo scorso anno era al Pozzuoli, del pivot <strong>Massimo Vergara </strong>che nell&#8217;ultima stagione ha giocato nel Marigliano, e della guardia <strong>Andrea Galiazzo</strong>, che il campionato passato era con me a Bernalda. Altro neo-arrivo è il play <strong>Giovanni Sardano</strong>, che è stato prelevato dal Cus Bari. A questi innesti si aggiungono i giovani: secondo i regolamenti ogni squadra deve avere nel <em>rooster</em> 7 senior e 3 under (cioè giocatori dal 1986 in su), noi ne abbiamo 6 e 4, altro indizio che la società ha pensato a ringiovanire, acquisendo ragazzi con voglia di lavorare, motivazioni e pronti a mettersi in gioco.<br />
Il nostro obiettivo è chiaro: svecchiare l&#8217;organico e lavorare con i giovani. La società ha per questo cambiato il modo di impostare il mercato: gli anni passati puntava a vincere il campionato, per questo andava alla ricerca di giocatori già affermati e ignorava i ragazzi, ma i risultati non hanno soddisfatto le aspettative, così ora la società ha costituito un organico molto giovane. Forse siamo la squadra più giovane del girone, in modo da consentire anche ai ragazzi di giocare e di mettersi in luce. Io ho sempre lavorato bene con i giovani, e accettare di guidare una squadra del genere era quasi una scommessa. E come per qualsiasi scommessa, spero di vincerla, ma so che corro anche il rischio opposto. Dei 4 ragazzi under, ben 3 sono aretini, a conferma del momento positivo del florido settore giovanile della società: ci sono i ventenni <strong>Saverio Landi</strong> e <strong>Federico Lischi</strong>, e <strong>Giorgio Arrigucci</strong>, che si alternerà con <strong>Daniele Quartieri</strong> (altro neo-arrivo, dal Legnano) per entrare nei 10. Questa presenza di ragazzi locali è emblematica di come la Sba punti sui propri ragazzi e di quanta fiducia riponga in loro».<br />
<strong>La preparazione è appena iniziata: su quali aspetti state puntando lei, i suoi assistenti Antonio Bindi e Lorenzo Formica, e gli altri collaboratori?</strong><br />
«Per ora sto sfruttando queste prime settimane per conoscere bene tutti i ragazzi e permettere loro di potersi esprimere al meglio. Ora chiaramente stiamo puntando soprattutto sulla preparazione atletica, molto ben curata da <strong>Alberto Castellucci</strong> e dal fisioterapista <strong>Simone Marraccini</strong>, veramente due ottimi professionisti, molto bravi e all&#8217;altezza. Io per ora sto pensando alla fase d&#8217;attacco, ai contropiedi e alle ripartenze, alla fase difensiva penseremo dopo. Abbiamo iniziato la preparazione da poche settimane e di tempo a disposizione ancora ne abbiamo molto: cercheremo di ottimizzare il lavoro per arrivare al 5 ottobre, la prima di campionato contro la ripescata Scauri, in buone condizioni».<br />
<strong>Per concludere, quale sarà l&#8217;obiettivo del campionato?</strong><br />
«Il nostro obiettivo quest&#8217;anno più che di vincere il campionato è di <strong>valorizzare i nostri giovani</strong>. Come ambizioni voliamo bassi, anche se l&#8217;obiettivo è comunque quello di arrivare tra le prime otto per poi giocarsela nei play-off. Se poi riusciremo a fare meglio della semifinale dello scorso anno, ben venga&#8230; Comunque questo campionato come valori è molto livellato. Ci sono squadre come l&#8217;Empoli o la Stella Azzurra, ma anche lo stesso Scauri, che da anni hanno la stessa rosa e che ambiscono ad aver un ruolo di primo piano e primeggiare nel girone. Sono però molte le squadre che possono ambire a un campionato di vertice, anche se c&#8217;è grande equilibrio, e indicare una squadra che potrebbe dominare non è possibile».<br />
La Sba si presenta dunque al via contando su un coach molto preparato e con le idee chiare, su un gruppo giovane e motivato, su una società solida e organizzata: chissà che proprio in questo campionato, in cui a differenza delle grandi ambizioni degli anni passati si evitano proclami trionfali, non possa arrivare quel traguardo storico della promozione, inseguita già da qualche stagione e finora sfuggita.<br />
In bocca al lupo, Sba!</p>
<p align="right"><strong>Marco Cavini</strong></p>
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		<title>Continua il cammino del Bbc Mastiff ai play-off</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 16:08:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Parnetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nei giorni di sabato 13 e di domenica 14 settembre sono andate in scena, al campo di via Simone Martini, le due gare di ritorno dei play-off 2008 valevoli la serie B. La gara di andata, disputata a Randazzo (CT), aveva visto uscire sconfitti i &#8220;Mastini aretini&#8221; in una strana partita, condotta non al meglio e pure [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><a href="http://www.arezzo2000.it/wp-content/uploads/2008/09/baseball.jpg" title="Baseball"><img border="0" align="left" width="300" src="http://www.arezzo2000.it/wp-content/uploads/2008/09/baseball.jpg" alt="Baseball" height="300" /></a>Nei giorni di sabato 13 e di domenica 14 settembre sono andate in scena, al campo di via Simone Martini, le due gare di ritorno dei play-off 2008 valevoli la serie B. La gara di andata, disputata a Randazzo (CT), aveva visto uscire sconfitti i &#8220;Mastini aretini&#8221; in una strana partita, condotta non al meglio e pure molto sfortunata. La nostra squadra ha reagito alla grande e <span id="more-539"></span>ha sfruttato al meglio la rabbia di tale sconfitta per capovolgere la serie.<br />
Gara 1 è stata caratterizzata dal maltempo, che non ha certo permesso di giocare in un campo al meglio della condizione, e le due squadre sono scese in campo con un po&#8217; di ritardo. I Mastini sono stati supportati da una grandissima prestazione del partente Biagioli che, aiutato anche da un&#8217;impeccabile difesa, non ha concesso praticamente niente ai battitori avversari nei suoi nove inning. La Randazzese rispondeva però con un&#8217;altro buon lanciatore, il quale ha frenato le mazze dei Mastini, fino a che non è stato colpito dal combo Farsetti-Omarini, che ha significato il vantaggio aretino. Solo un errore della difesa amaranto ha rimesso in partita la squadra siciliana, che però si è dovuta arrendere alla superiorità del team di casa. Negli ultimi inning il Bbc Mastiff ha allungato le distanze fino a un parziale di 4 a 2, che è valso la vittoria.<br />
Così i Mastini arrivavano a gara 2 molto fiduciosi, e ormai determinati a chiudere il capitolo Randazzese. La formazione partente vedeva sul monte Michele Omarini provare a cancellare la negativa prova a Randazzo, Giovannini tornato dietro al piatto di casa base, Gori, Dan, Peracchio sulle basi e Matteo Omarini in interbase, da sinistra a destra gli esterni Baldini, Capretto, Farsetti e Biagioli dh. Il nostro giovane lanciatore ha tirato fuori una buona prestazione, e i punti subiti sono da addebitare a una difesa un po&#8217; troppo distratta. La partita è stata vinta in attacco, dove praticamente tutto il <em>line up</em> ha fatto registrare un grosso miglioramento rispetto a gara 1. Il lanciatore della Randazzese è stato colpito duro e, con un gioco molto aggressivo sulle basi, i mastini hanno totalizzato in tutto 15 punti. La partita è stata chiusa perfettamente da Matteo Omarini, che era subentrato a un Pezzola non in giornata di grazia.<br />
Il prossimo impegno sarà contro i Gladiatori di Nettuno che hanno vinto il loro turno dei play-off con facilità.</p>
<p align="right"><strong>Roberto Parnetti</strong></p>
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		<title>Il Pagellone dello Stanga, 16 settembre 2008</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Sep 2008 08:14:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Stanganini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il giorno dopo Arezzo-Juve Stabia, vi offriamo il pagellone che avete trovato sulle pagine di «Arezzo» la scorsa settimana: per non dimenticare, anzi per riflettere su passi avanti e passi falsi, un giudizio ironico ma serio, di cuore e cervello e non solo di &#8220;pancia&#8221;. I Top, i Flop e il Tapiro Amaranto.
Per il pagellone di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><em><a href="http://www.arezzo2000.it/wp-content/uploads/2008/09/arezzo-stemma.jpg" title="A.C. Arezzo"><img border="0" align="right" width="200" src="http://www.arezzo2000.it/wp-content/uploads/2008/09/arezzo-stemma.jpg" alt="A.C. Arezzo" height="200" /></a>Il giorno dopo Arezzo-Juve Stabia, vi offriamo il pagellone che avete trovato sulle pagine di «Arezzo» la scorsa settimana: per non dimenticare, anzi per riflettere su passi avanti e passi falsi, un giudizio ironico ma serio, di cuore e cervello e non solo di &#8220;pancia&#8221;. I Top, i Flop e il Tapiro Amaranto.<br />
Per il pagellone di Arezzo-Juve Stabia, invece, appuntamento in edicola venerdì 19 settembre. Buona lettura.</em></p>
<p align="justify">Dopo la brillante prestazione dell&#8217;esordio casalingo contro la Cavese, l&#8217;Arezzo di Marco Cari concede il bis, nel silenzioso e afoso pomeriggio di Pagani, opposto al motivato Sorrento di Simonelli. Era il segnale che i tifosi aspettavano, per scrollare un po&#8217; di quella patina di scetticismo che si è inevitabilmente depositata nei pensieri dei supporter, sconcertati dalle solite, ennesime contraddizioni dello stato maggiore amaranto.<br />
Intanto, incassiamo questa iniezione di fiducia e altri tre punti che fanno fieno in cascina, specie per quando verranno tempi peggiori. Partire bene è importante, non a caso l&#8217;ultimo Arezzo vincente, targato Somma, partì con un filotto che delineò, da subito, le gerarchie. Da un tecnico laziale all&#8217;altro, chissà che la cabala non ci sorrida?</p>
<p align="justify"><strong><font color="#800000">I Top</font></strong></p>
<p align="justify"><strong>Marco CARI</strong> <span id="more-523"></span>Nel ritornello (profetico), di una famosa canzone napoletana, <em>Vide &#8216;o mare de Surriento, che tesoro tene &#8216;nfunno</em>, risiede la differenza tra questo avvio di stagione e quello dello scorso anno, quando la sconclusionata banda di De Paola era uscita sconfitta proprio per mano dei rossoneri campani all&#8217;esordio tra le mura amiche. Un anno e tredici giorni dopo Marco Cari, alle prese con le stesse difficoltà del suo predecessore, bizze di Martinetti comprese, ha dimostrato che c&#8217;è modo e modo di affrontarle. Intanto, l&#8217;Arezzo vola al comando cantando <em>Torna a Surriento, famme campà</em>. Bravo mister.<br />
<strong>Voto: 7,5</strong></p>
<p align="justify"><strong>Igor DJURIC</strong><br />
Sarà anche giovane e, complice un infortunio patito nel precampionato, non ha avuto modo di mettersi in mostra come Matute, l&#8217;altro giovanotto arrivato dalle Alpi Carniche. Però, nel frattempo, è arrivata la convocazione nell&#8217;Under 20 svizzera, che ha affrontato i pari età dell&#8217;Italia in terra ticinese. Una bella soddisfazione per il ragazzo di Bellinzona, in attesa di mostrare le sue doti anche sotto San Cornelio.<br />
<strong>Voto: 6,5</strong></p>
<p align="justify"><strong>Ernesto TERRA</strong><br />
Fino a oggi, si è rivelato uno degli acquisti migliori per l&#8217;Arezzo. La buona stagione di Grosseto in serie B ce lo ha restituito tonico, motivato e deciso a non sfigurare. Un Terra a livelli ottimali può davvero favorire un bel salto di qualità alla difesa amaranto. Anche a Sorrento ha dato sfoggio di ottima condizione atletica e di grande concentrazione in campo, concedendo poco e niente all&#8217;ex della contesa, Myrtaj. Tenendo conto che il gol dell&#8217;ex ce lo segnano tutti, non è impresa da poco.<br />
<strong>Voto: 7</strong></p>
<p align="justify"><strong>Fabrizio GRILLO</strong><br />
Le battute su di lui si sprecavano. Riferendosi alla sua personalità in campo, qualcuno sosteneva che fosse un po&#8217; troppo moscio, il che pensando al cognome suscitava francamente qualche ilarità. Con la cura Cari, sentendosi addosso la fiducia del mister, sta venendo fuori, mostrando le tanto decantate doti che avevano fatto da credenziale al suo arrivo in amaranto. Il gol di Pagani, contro il Sorrento, è stato un mix di potenza e precisione, ma soprattutto la dimostrazione di una ritrovata personalità. Grazie a Cari, il suo &#8220;Viagra mentale&#8221;.<br />
<strong>Voto: 7</strong></p>
<p align="justify"><strong>Emanuele VENTURELLI</strong><br />
Per un lucchese come lui, non aver potuto difendere i colori della squadra che rappresenta la propria provincia deve essere stato un piccolo cruccio, in una carriera densa di soddisfazioni. Alla soglia della pensione, reduce da un&#8217;annata tutt&#8217;altro che positiva a Pistoia, l&#8217;ex &#8220;Imperatore&#8221; di Somma magari non ci sperava più. Invece, agevolata dal doloroso fallimento della vecchia e gloriosa Lucchese, ecco che si ricordano di lui dalla città delle mura, e gli consegnano finalmente una maglietta rossonera. Un degno finale di carriera, un <em>happy end</em> meritato, per un atleta serio e meritevole.<br />
<strong>Voto: 7</strong></p>
<p align="justify"><strong>Giuliano SILI</strong><br />
Guerrino Zampolin era un uomo capace, onesto e scrupoloso. E innamorato dell&#8217;Arezzo. Se aveva scelto Giuliano Sili come collaboratore, sicuramente aveva capito che poteva ritrovare in lui le stesse doti. Ne sono passate di stagioni da quel lontano giorno in cui Sili varcò gli uffici di via Pietro da Cortona per la prima volta. Nel frattempo si è costruito una carriera di tutto rispetto, con pochi picchi (Livorno) e tanta dedizione alla causa (Montevarchi). Di solito le minestre riscaldate non hanno sapore, in questo caso, viceversa, potrebbero risultare piacevolmente gradevoli. Non ci sarebbe da meravigliarsi se Mancini pensasse a cedergli anche il ruolo (scomodo) di Presidente&#8230;<br />
<strong>Voto: 6,5</strong></p>
<p align="justify"><strong><font color="#800000">I Flop</font></strong></p>
<p align="justify"><strong>Nicola BEATI</strong><br />
Fa un lavoro oscuro, di quelli che vengono apprezzati più dagli allenatori che da tifosi e addetti ai lavori, per questo non gode di buona stampa. Però, va anche detto che da quando è arrivato ad Arezzo, pur con tutte le attenuanti del caso, raramente ha dato sfoggio di continuità, e soprattutto non ha dato l&#8217;impressione di poter diventare il faro, il punto di riferimento per la squadra. Ai tempi delle giovanili interiste, aveva piedi buoni e fosforo a volontà, come mai non riesce a scrollarsi di dosso quel senso di incompiuto ?<br />
<strong>Voto: 5,5</strong></p>
<p align="justify"><strong>Mirko CONTE</strong><br />
Reintegrato, più per necessità e mancanza di alternative che per convinzione, si lascia andare a qualche gesto di nervosismo di troppo durante l&#8217;allenamento, magari dovuto all&#8217;agonismo e alla voglia di recuperare le perdute grazie del mister. Solo che, così facendo, rischia di far saltare a Chianese la gara di Sorrento e, con la penuria di attaccanti di questi tempi, sarebbe stato un bel guaio. Il rosso vede rosso, ci vuole una bella camomilla e un po&#8217; di pazienza.<br />
<strong>Voto: 4,5</strong></p>
<p align="justify"><strong>Sergio ERCOLANO</strong><br />
Il poderoso attaccante del Perugia, che a suo tempo preferì il grifo al cavallo rampante, rimediando una sonora bastonata nello scontro diretto del Comunale, si ripete contro la sua ex squadra, la Cavese, uscendo con le ossa rotte dallo scontro disputato in Campania. Tante chiacchiere, pochi gol. E chi lascia la strada vecchia per la nuova rischia di fare brutte figure, specie se non tiene a freno la lingua.<br />
<strong>Voto: 5</strong></p>
<p align="justify"><strong>Giuseppe POSTIGLIONE</strong><br />
Questo vulcanico presidente del Potenza, seppur giovanissimo, ha già collezionato una serie di imprese da far venire i brividi al ricordo di Anconetani, Massimino, Zamparini e Cellino messi assieme! Prima, il tentativo di combinare la gara interna contro la Salernitana, che ha comportato una punizione di tre punti in classifica per il Potenza, poi il totale disimpegno dalla gestione della squadra, stipendi compresi, trovandosi in disaccordo con pubblico e stampa locale, la chiusura della sala stampa dello stadio potentino durante la gara contro il Gallipoli, risolto grazie all&#8217;intervento di un assessore acrobata che, entrando da una finestra, è riuscito ad aprire l&#8217;ingresso. Infine, e questo ci riguarda, le voci di una inchiesta su una presunta scommessa a perdere, riferita alla gara contro l&#8217;Arezzo, disputata nello scorso mese di maggio. Se questo è il nuovo che avanza, il calcio chiuderà presto i battenti. Riflessione finale: ma l&#8217;Arezzo deve sempre entrarci dentro? Ci vorrebbe un esorcismo fatto bene.<br />
<strong>Voto: 3</strong></p>
<p align="justify"><strong><font color="#800000">Il Tapiro Amaranto</font></strong></p>
<p align="justify"><strong>Daniele Martinetti</strong><br />
Tutti utili, nessuno indispensabile. Se il buon Martinetti ha pensato il contrario, nel tentativo di essere reintegrato in rosa, senza prima apporre la sua firma sul rinnovo contrattuale, ci sono buone probabilità che si sbagli di grosso. Fa bene Mancini a tenere con lui la linea dura; stiamo parlando di un calciatore che ad Arezzo si è fatto conoscere e ha sempre riscosso lo stipendio, nonostante abbia giocato poco, tra bizze e infortuni. Come minimo se ne dovrebbe ricordare. Nel frattempo l&#8217;Arezzo vince e convince, anche senza il suo bizzoso attaccante romano. A questo punto, di alternative ce ne sono poche. Firmare, e mettersi in fila per un posto da titolare, oppure passare il rigido inverno aretino tra i gradoni della tribuna. In fondo la papalina ce l&#8217;ha, di freddo non dovrebbe patirne molto.<br />
<strong>Voto: 8 (4 al malconsigliato Martinetti, 4 all&#8217;ineffabile procuratore Marronaro)</strong></p>
<p align="right"><strong>Luca Stanganini</strong></p>
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		<title>Dopo Pechino 2008: Michele Santucci (e gli altri aretini alle Olimpiadi)</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Sep 2008 18:30:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Ciabatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Fei]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Benelli]]></category>
		<category><![CDATA[Angelica Savrajuk]]></category>
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		<category><![CDATA[Pechino 2008]]></category>
		<category><![CDATA[Potito Starace]]></category>
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		<description><![CDATA[Era il nostro unico aretino puro alle Olimpiadi. Adesso Michele Santucci si gode le meritate vacanze all&#8217;Elba, dopo le fatiche dei Giochi. Il nuotatore cortonese, nonostante non sia salito alla ribalta delle cronache nazionali, è stato comunque determinante nella semifinale 4&#215;100 stile libero, insieme a Calvi, Magnini e Galenda. I nostri staffettisti hanno raggiunto la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><a href="http://www.arezzo2000.it/wp-content/uploads/2008/09/michele-santucci.jpg" title="Michele Santucci, nuotatore aretino alle Olimpiadi"><img border="0" align="left" width="300" src="http://www.arezzo2000.it/wp-content/uploads/2008/09/michele-santucci.jpg" alt="Michele Santucci, nuotatore aretino alle Olimpiadi" height="233" /></a>Era il nostro unico aretino puro alle Olimpiadi. Adesso Michele Santucci si gode le meritate vacanze all&#8217;Elba, dopo le fatiche dei Giochi. Il nuotatore cortonese, nonostante non sia salito alla ribalta delle cronache nazionali, è stato comunque determinante nella semifinale 4&#215;100 stile libero, insieme a Calvi, Magnini e Galenda. I nostri staffettisti hanno raggiunto la finale con un tempo strepitoso, mancando solo di tre decimi il record mondiale. Che poi lo squadrone degli Usa l&#8217;abbia frantumato poco dopo, non sminuisce il valore della prestazione dei nostri.<br />
Chiamiamo Michele al cellulare. È rilassato e molto disponibile a raccontare<span id="more-492"></span> l&#8217;esperienza straordinaria che ha vissuto. La nostra prima domanda rompi-ghiaccio, però, non ha che fare direttamente con Pechino 2008, o forse, a pensarci meglio, potrebbe esserne una diretta conseguenza.<br />
<strong>Michele, sai che sei su Wikipedia?</strong><br />
«Ah! No, non lo sapevo!».<br />
<strong>Enciclopedie internettiane a parte, siamo qua per raccontare la tua avventura a Pechino, sin dal principio.</strong><br />
«Prima di partire per la Cina, con la Nazionale di nuoto, ho fatto tre giorni di allenamento a Roma, al Centro federale. Noi staffettisti siamo partiti prima per Pechino. Io sono arrivato in Cina con due settimane d&#8217;anticipo sui Giochi».<br />
<strong>Una volta a Pechino hai raggiunto subito il famoso Villaggio olimpico?</strong><br />
«No. prima ci siamo fermati una settimana in un&#8217;Università vicina, dove c&#8217;era anche un cuoco italiano. Lì ci siamo allenati, e il clima era così tranquillo e rilassato che non sembrava nemmeno di essere alle Olimpiadi».<br />
<strong>Quando allora hai preso coscienza che stavi davvero partecipando ai Giochi?</strong><br />
«Un&#8217;atleta se ne rende conto solo alla fine, quando se ne deve andare, a gare terminate. Nel momento in cui ti rilassi e lasci il Villaggio Olimpico rifletti sulle fatiche che hai sopportato durante l&#8217;anno per esserci. Durante i Giochi hai la consapevolezza di far parte di qualcosa d&#8217;importante, ma fino al termine della tua avventura non realizzi davvero di essere a un&#8217;Olimpiade. Nemmeno nel momento in cui gareggi».<br />
<strong>Tu hai comunque vissuto l&#8217;esperienza che sogna qualsiasi sportivo: hai vissuto l&#8217;atmosfera del Villaggio Olimpico.</strong><br />
«Sì, per una settimana e mezzo ho vissuto in questa piccola città fatta di palazzine e circondata da tutte le nazionali e gli atleti del Mondo. Stavamo in piccoli appartamenti e dormivamo in camere da sei. Organizzazione perfetta».<br />
<strong>La tua squadra era composta da mostri sacri. Provavi più timore reverenziale verso Magnini e soci, oppure è stato maggiore l&#8217;orgoglio di farne parte?</strong><br />
«Sono orgoglioso. Fra l&#8217;altro mi aspettavo un&#8217;accoglienza diversa. Credevo fosse più difficile inserirsi nel gruppo, invece mi hanno subito accolto con simpatia, parlavamo e scherzavamo insieme. Non mi hanno fatto pesare il fatto che ero il più giovane e l&#8217;ultimo arrivato, mi sono sempre sentito a mio agio».<br />
<strong>Con chi hai legato di più nel gruppo dei nuotatori?</strong><br />
«Sicuramente con Alessandro Calvi, siamo tesserati per la stessa società, la Dds di Milano. In camera dormivo con lui, Magnini, Terrin, Marin e Cassio. Abbiamo legato molto, davvero un bel gruppo».<br />
<strong>Oltre al nuoto, sei riuscito a conoscere atleti di altri sport?</strong><br />
«Abbiamo visto Kobe Bryant, Usain Bolt, Asafa Powell&#8230; Eccezion fatta per i calciatori, che alloggiavano in un albergo, siamo stati a contatto con tutti, soprattutto i ragazzi della pallavolo, i pugili e i judoka. Comunque alla fin fine il legame si creava tra atleti della stessa disciplina».<br />
<strong>C&#8217;è un&#8217;atleta che ti ha colpito in modo particolare?</strong><br />
«Più che dagli sportivi, sono rimasto stupito dall&#8217;ambiente olimpico. Tutto molto organizzato e preparato nei dettagli. Non ho partecipato alla sfilata dell&#8217;Italia alla cerimonia d&#8217;apertura perché gareggiavo il giorno dopo, ma eravamo a cento metri dallo stadio ed è stato incredibile! Poi, per il resto, quello che si dice su Pechino è vero: c&#8217;è molto inquinamento e tanto smog».<br />
<strong>Arriviamo dunque al giorno della tua gara. Raccontaci fin dall&#8217;inizio la giornata</strong><br />
«Quando ci siamo alzati la mattina &#8211; gareggiavamo nel pomeriggio &#8211; eravamo piuttosto tranquilli. Ci siamo dati le ultime disposizioni su come avremmo affrontato la staffetta. Al momento della gara però eravamo tutti molto tesi, anche perché, a livello ufficiale, era da moltissimo che non gareggiavamo insieme, e c&#8217;era pure un po&#8217; di stordimento sulla grandezza e l&#8217;importanza di quello che stavamo vivendo. È stata comunque un&#8217;esperienza bellissima: abbiamo sfiorato persino il record del mondo. Il mio tempo personale è stato di 49&#8221;6».<br />
<strong>Una curiosità: avevi con te un portafortuna? Oppure hai un gesto scaramantico che ripeti nelle occasioni importanti?</strong><br />
«Niente di tutto questo. Prima di entrare in acqua mi faccio sempre il segno della croce, ma non ha niente a che vedere con la scaramanzia: sono molto credente».<br />
<strong>Il parere su Pechino ce l&#8217;hai già dato, quello sui cinesi invece?</strong><br />
«Sono un popolo molto strano. Non parlano l&#8217;inglese, poi i volontari dell&#8217;organizzazione erano molto tesi perché volevano che tutto filasse dritto: gente molto impostata e chiusa».<br />
<strong>Terminata questa esperienza olimpica, quali sono i tuoi prossimi obiettivi, sia sportivi che personali?</strong><br />
«Sicuramente qualificarmi ai Mondiali di nuoto di Roma 2009, magari facendo ancora parte della staffetta. L&#8217;altro grande obiettivo è Londra 2012, e lì poter gareggiare magari anche a livello individuale. Per quanto riguarda il resto, molto probabilmente mi trasferirò a Milano, vicino alla mia società. Sarà un cambiamento difficile da affrontare: mi trovo bene a Cortona, ma per allenarmi al meglio ho bisogno di una vasca di 50 metri, che qua non c&#8217;è. Inizierò poi anche l&#8217;università, mi sono iscritto a Scienze Motorie. Speriamo vada tutto bene».<br />
<strong>Ti ringraziamo, e ti facciamo un grosso in bocca al lupo per tutto.</strong><br />
«Crepi! Ringrazio te!».</p>
<p align="justify"><strong>Gli aretini ritornano da Pechino</strong> con molte amarezze e nessuna medaglia. Iniziamo da coloro che ci sono andati più vicino.<br />
<strong>Alessandro Fei</strong>, opposto foianese della nostra Italvolley, ha mancato il bronzo nella finalina con la Russia. Stessa sorte, ma con molte più dubbi e polemiche, per la ginnasta della Petrarca <strong>Angelica Savrajuk</strong> nella prova a squadre: qui la sudditanza psicologica cinese della giuria ha giocato un brutto scherzo alle nostre. Sfortunatissimo <strong>Potito Starace</strong> della Blue Tennis Academy: giocarsi subito il passaggio al primo turno contro Rafa Nadal, il più forte tennista al mondo, richiedeva la bacchetta magica. <strong>Andrea Benelli</strong>, tiro a volo, specialità <em>skeet</em>, fiorentino ma tesserato da sempre nello Sporting Laterina, si trovava nella difficile impresa di bissare l&#8217;oro di Atene 2004. Una prova incolore e mancato accesso alla finale.<br />
Alcune curiosità <em>Made in Arezzo</em> su Pechino: il ct della Nazionale di tennis-tavolo è l&#8217;aretinissimo Lorenzo Nannoni, così come lo è Luca Nocentini, il massaggiatore della Nazionale femminile di pallavolo. Pochi forse lo sanno, ma il maratoneta Stefano Baldini, oro ad Atene, è da qualche anno cittadino onorario di Arezzo. Torna da Pechino con un dodicesimo posto, ma a quest&#8217;atleta, arrivato a 37 anni alla fine di una luminosa carriera, di più non potevamo chiedere.</p>
<p align="right"><strong>Monia Bracciali</strong></p>
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