Ci risiamo… Ancora una volta l’esposizione dei tabelloni ha evidenziato un errore nell’attribuzione di un punteggio. Il tiro incriminato è quello del gialloblù Carlo Farsetti, nella prima carriera di spareggio dell’edizione del 21 giugno dello scorso anno. Già all’annuncio da parte dell’Araldo, il 4 assegnato a Farsetti suscitò immediate perplessità e stupore per un tiro che di primo acchito era sembrato un 5, così come si è poi evidenziato.
Francamente rimane alquanto arduo trovare una giustificazione per un errore così grossolano, riconosciuto da tutti i presenti alla cerimonia e ribadito nella successiva riunione dell’Istituzione Giostra con la Magistratura. Un punteggio per il quale non c’era neanche bisogno di misurazione, tanto era evidente a occhio nudo, e che solamente i giudici hanno decretato fosse un 4.
Tali sviste non sarebbero ammissibili neanche alla “famosa”, parlando all’aretina, Sagra della Nana, figuriamoci per una manifestazione di livello internazionale quale la Giostra del Saracino, con tutto quello che essa muove e con le tante persone che si fanno il famoso “mazzo” in tutti i Quartieri.
Il problema, infatti, non è di un singolo Quartiere, anche se in questa circostanza ha rimetterci le penne è stato Santo Spirito, ma di tutti e di conseguenza della manifestazione.
La Giuria, che ricordiamo a giugno era composta dal geometra Mario Masoni (primo giudice), dall’architetto Lorenza Carlini e dagli ingegneri Francesca Bianchini, Sergio Mancini e Alessandro Falsini, ha un ruolo di primaria importanza, e per questo si deve garantire alla manifestazione stessa che sia all’altezza della situazione.
Non è nostra abitudine gettare la croce addosso a nessuno, però provate a pensare, solo per un attimo, allo stato d’animo dei giostratori che si allenano mesi e mesi per quei 4 secondi e mezzo di carriera, ai dirigenti che sacrificano tempo e denaro, ai quartieristi tutti quando si vedono defraudati per un errore che, non ci stancheremo di sottolinearlo, ha dell’incredibile.
In questi ultimi anni tanto si è fatto per valorizzare la nostra Giostra, non solo in ambito nazionale, e il “tutto esaurito” che si registra a ogni edizione, con prenotazioni che giungono da tutto il mondo, ne è la riprova.
Anche sotto l’aspetto tecnico si è cercato di apportare migliorie: l’esempio è l’introduzione di nuovi gommini, sistemati sulle punte delle lance, più duri e meno deformabili all’impatto sul tabellone e che, di conseguenza, lasciano un impronta più nitida. Così come il nuovo goniometro per la misurazione dei punteggi, portato da 2,8 millimetri a 2,4.
Ma se il metodo di misurazione dei punteggi è uno dei punti primari su cui dovrà continuare a lavorare l’Istituzione Giostra, non possiamo non evidenziare anche un altro problema che si sta trascinando da anni, ovvero il Buratto. La mente va inevitabilmente a quanto accaduto il 7 settembre 2003, con la mancata roteazione del Re delle Indie dopo il tiro di Carlo Farsetti. Sono rimaste impresse le immagini del giostratore che, dopo aver impattato con l’automa, venne violentemente scaraventato a terra con conseguenze gravi che tuttora si porta dietro.
In quell’occasione fu solo grazie alla tenacia e temperamento di Farsetti che, rimontando in sella per correre una nuova carriera, si evitò ulteriori conseguenze alla Giostra. Sono passati sei anni e da allora auspicavamo che la questione fosse risolta, invece il Buratto ha continuato a fare i capricci in più occasioni e a più cavalieri (Stefano Cherici, Marco Cherici, Gabriele Veneri e Gabriele Gamberi sono alcuni dei giostratori che hanno vissuto tale esperienza).
L’ultimo episodio, in ordine cronologico, si è registrato giovedì 4 settembre 2008 nella sessione di prove libere, vittima ancora una volta Farsetti che è riuscito a rimanere in sella solo perché la lancia si è frantumata in tre spezzoni.
È mai possibile che con la tecnologia di oggi non si riesca a trovare un’alternativa sicura a un ingranaggio che ha oramai palesato di essere diventato obsoleto? È opinione di tutti gli addetti ai lavori che la semplice manutenzione non garantisca il 100 per cento del perfetto funzionamento dell’automa. Il problema deve dunque essere affrontato una volta per tutte, per evitare di mettere a repentaglio l’incolumità dei giostratori tutti e la credibilità della manifestazione.
Nel 2003 abbiamo evitato l’irreparabile per poco, ma la lezione sembra che non sia stata recepita… È questione di poca volontà?
Roberto Parnetti
2 risposte ↓
1 Felice Rogialli // Mar 27, 2009 at 20:30
Andrebbero bruciati.
Saluti
2 Anonimo // Mar 28, 2009 at 19:16
Rendete i punteggi pubblici, così se sbagliate ve se unge
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