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Contro il razzismo e le sue cause

Wednesday, 8 October, 2008 · 1 Commento

Il problema razziale è di strettissima attualità nel Paese come anche ad Arezzo. Pertanto ci è sembrato opportuno intervenire per cercare di dare il nostro contributo su questo spinoso argomento che sta dividendo l’Italia, individuando le possibili cause e le necessarie risposte.
Secondo noi esistono tre tipi di razzismo.Purtroppo esiste in una piccola minoranza della popolazione un odio razziale e un’intolleranza ingiustificata verso lo straniero, ma anche in alcuni casi verso italiani di altre regioni che si manifesta con insulti o peggio ancora violenze, percosse che in alcuni casi portano all’omicidio. Questo è il razzismo cieco, irrazionale, incomprensibile che non ha attenuanti e che va abbattuto condannando in modo esemplare gli autori di queste abominevoli gesta.
Esiste poi un secondo tipo di razzismo di precauzione e di paura, che investe una buona parte del popolo italiano, cioè un razzismo passivo che si manifesta come fastidio interiore verso coloro che non si sono integrati nella società italiana e che hanno abitudini, usi e costumi totalmente differenti da quelli degli italiani, i quali vedono venir meno l’identità nazionale, non riconoscendosi nel vago e generico cosmopolitismo di valori e tradizioni che rischia di offuscare le nostre radici e la nostra storia.
Crediamo che questa sia semplicemente una reazione di adattamento che affonda le radici nell’incapacità di instaurare rapporti tra razze troppo diverse le quali non trovano un punto di saldatura e di incontro. E’ una difesa legittima dell’Italianità fintanto che si porta rispetto per gli stranieri. Questi italiani desidererebbero che l’immigrato si inserisca nella società italiana rispettando gli usi e le tradizioni italiane, imparando la nostra lingua e riconoscendosi e facendo anche proprie le nostre leggi, la nostra Costituzione ed il nostro tricolore. Questo desiderio è realizzato dalla maggioranza degli immigrati che si è integrata perfettamente, che sono cittadini esemplari e che meritano quindi la stima da parte di tutti. Sono i “nuovi” italiani di cui dobbiamo essere orgogliosi. Ma le minoranze rischiano di compromettere il buon esempio della maggioranza. Alcune usanze, costumi e tradizioni di immigrati sono troppo diverse dalle nostre e in molti casi vanno contro le nostre stesse leggi. Chi non vuole cercare un lavoro, chi vuole vivere da nomade e sfruttare il nostro paese per delinquere deve essere espulso dal territorio italiano. Se non viene espluso è ovvio che nascano rancori e paure in buona parte degli italiani che in questo caso non sono razzisti ma che lo divengono giocoforza.
Non è affatto riprovevole che una nazione ponga un modo di vivere e di pensare al di sopra di un altro e che provi scarsa attrazione per determinati individui e per un modo di vivere che si allontani troppo dalle sue abitudini. Questo non ci autorizza a opprimere e distruggere i valori altrui, a pensare di essere superiori, bensì questo vuol dire credere nella forza morale della propria nazione, essendo orgogliosi della propria appartenenza, e trovare gli stimoli per migliorare e migliorarsi.
Il miscuglio di culture, tradizioni e lingue diverse, un malinteso cosmopolitismo, porta alla disintegrazione dell’unità morale nazionale che trova il dissenso di molti italiani, perché porterebbe alla deriva dei valori e delle regole che ci contraddistinguono. Quindi rispettiamo le tradizioni altrui, ma all’interno della nostra nazione riscopriamo la nostra identità e l’orgoglio di essere italiani nel senso più ampio della parola.
C’è infine una terza forma di razzismo, a nostro parere disgustosa, cioè di quegli italiani, in special modo giornalisti, che amano speculare sul razzismo per fomentare odio politico. Ogni volta che accade un episodio di violenza dove è vittima uno straniero, si grida volontariamente a priori al razzismo senza aver analizzato i fatti per attaccare il Governo. Basta leggere un quotidiano come La Repubblica dove si arriva ad affermare che è il Governo che legittima tutti gli atti di violenza e che alimenta la xenofobia anche quando l’episodio non ha matrice razzista. Non possiamo ogni volta fare del razzismo un fenomeno cosmico e lanciare angosciati appelli alla mobilitazione popolare.
Non scherziamo con il razzismo per fini politici! Non usiamo il razzismo come arma per attaccare il Governo, perché in questa maniera si alimentano paure, diffidenze e fratture in seno agli italiani stessi. Si crea cioè nuova intolleranza e razzismo, quello vero, quello pericoloso.

Antonino Armao – Federico Mugnai
IL BUONGOVERNO (Circolo di Piazza Giotto)

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