Nella splendida cornice del Parco Pertini di Arezzo si è tenuto, la sera di martedì 9 settembre, un dibattito organizzato dalla Confcommercio per discutere della situazione economica aretina, e più in generale di tutte le iniziative economiche legate al nostro territorio.
Tantissime le autorità presenti all’incontro, a partire dai rappresentanti di Confcommercio, il presidente della sezione toscana Franco Scortecci e il presidente di quella aretina Benito Butali, che sono stati i principali organizzatori dell’evento; per quanto riguarda le Istituzioni, presenti il sindaco di Arezzo Giuseppe Fanfani, il presidente della Regione Toscana Claudio Martini, il presidente della Provincia di Arezzo Vincenzo Ceccarelli e il nuovo presidente della Camera di Commercio di Arezzo Giovanni Tricca.
Presenti inoltre numerosi esponenti dei settori di spicco dell’economia aretina

, tra cui Ita Marzotto, che con il suo Arezzo Equestrian Centre, rappresenta una delle realtà più positive degli ultimi anni. Moderatore e presentatore d’eccezione della serata Franco Marinoni, direttore di Confcommercio Arezzo, affiancato per l’occasione da Grazia Sestini e Marco Meacci, che in perfetto stile bipartisan hanno posto le domande agli interlocutori. Moltissimi gli imprenditori della città accorsi all’appuntamento, una notevole cornice di pubblico particolarmente interessata agli argomenti trattati.
Il tema centrale della serata, come si può intuire appunto dal titolo dell’incontro Arezzo cambia?, è stato il cambiamento economico odierno e la sfida che le imprese si accingono ad affrontare per sostenere le metamorfosi in atto nel mercato. Un cambiamento che vede purtroppo la nostra città in rapida discesa anno dopo anno, ma che se affrontato nel modo giusto può rappresentare anche un’opportunità e non solo un ostacolo.
Dibattito che ha toccato moltissimi temi, come la necessità di infrastrutture nella nostra provincia (prima su tutte la famosa superstrada Due Mari, inserita tra le priorità della Regione), la necessità di una sinergia tra categorie economiche, forze sociali e pubblica amministrazione, il calo continuo dei consumi e lo sbarco ad Arezzo di nuovi gruppi imprenditoriali come la spagnola Zara.
Ma si è soprattutto parlato delle difficoltà che le imprese del nostro territorio incontrano quotidianamente, del soccombere delle piccole imprese al confronto delle grandi multinazionali e di come settori una volta vanto di Arezzo in tutto il mondo siano in continuo ribasso, primo su tutti il settore orafo.
Proprio del settore oreficeria ha parlato il dottor Chini, autorevole voce in materia, che ha attribuito le principali responsabilità della débâcle orafa a una fortissima nuova concorrenza estera dovuta alla globalizzazione, e a un sistema di dazi e barriere doganali che impediscono in molti Paesi l’esportazione dell’oreficeria aretina a prezzi adeguati al mercato concorrenziale. Il problema dovrebbe essere quindi da ricercare non all’interno dell’industria orafa, capace ancora di grandi numeri, bensì in fattori esterni.
La pronta risposta è arrivata dalla voce di Maurizio Bianconi, vicepresidente del gruppo PdL alla Camera dei Deputati, secondo cui le responsabilità delle evidenti difficoltà di questo settore sarebbero da attribuire a un’incapacità della classe dirigente di sfruttare il momento d’oro di qualche anno fa per mettere solide basi in prospettiva futura, un futuro che oggi purtroppo si presenta molto diverso dalle rosee aspettative di una volta.
La serata è pian piano scivolata via; l’incontro, però, come dice espressamente Benito Butali, era stato principalmente organizzato per presentare soluzioni e iniziative concrete e di una certa rilevanza direttamente legate ad Arezzo, che potessero contribuire a risollevare lo stallo in cui si trova la nostra economia. Il dibattito si è invece a tratti allontanato dalle problematiche strettamente locali allargandosi su aspetti più generalistici, ma che in ogni caso rispecchiano temi di grande attualità ed importanza.
È stato lo stesso Butali a presentare un’idea chiara e concreta, quella di rilanciare il Centro Affari, attualmente in fase di allargamento, per, come dice testualmente «portare Arezzo nel mondo e portare il mondo ad Arezzo». Il Centro Affari che quindi può rappresentare un punto di forza per la promozione della nostra città [È della stessa opinione il consigliere comunale Pilade Nofri, che ne parla in un'intervista al nostro settimanale, ndr].
Importante inoltre segnalare come il tono tra gli interlocutori sia stato particolarmente amichevole e disteso durante tutto il corso del dibattito, un tono che non è mai salito sopra le righe e che ha sicuramente trasmesso una condivisione da parte di tutti degli obiettivi da porsi e dei problemi della nostra città, con l’intento comune di risollevare la nostra economia che, seppur non nel suo migliore periodo storico, mostra ancora grandissime potenzialità.
Massimo Bracalenti
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