Si risveglia la cultura aretina sul finire dell’estate, merito del Copyleft Festival 2008.
Una quattro giorni che ha visto l’alternarsi di presentazioni editoriali, spettacoli teatrali, tavole rotonde e workshop dedicati al fumetto, alla scrittura collettiva e ai nuovi media.
Un mix di eventi e spettacoli che arrivano dritti al cuore del problema posto dagli organizzatori, ovvero la libera diffusione della cultura nelle sue varie forme espressive: musica, letteratura, inchiesta e fumetto.
Da De Cataldo e la presentazione del suo Nelle mani giuste, seguito

tagliente di Romanzo Criminale, alla presentazione di Uno Bianca e trame nere di Antonella Beccaria, alla tavola rotonda sui beni comuni assieme a Philip Agrain, già a capo del settore Tecnologia del Software della Commissione europea, fino ad arrivare allo spettacolo dell’attore e regista Christian Biasco sulle “Origini del male” Aids. Uno spettacolo in stile Paolini, a cui l’autore e interprete ha dedicato tre anni e mezzo di ricerche di archivio e non. Una denuncia, senza mezzi termini, delle responsabilità della comunità scientifica, quando sul finire degli anni Cinquanta le spericolate sperimentazioni sul vaccino orale anti-polio portarono, attraverso l’uso indiscriminato che ne venne fatto sulla popolazione congolese, al passaggio del virus da immunodeficienza acquisita dalla scimmia all’uomo.
Per chiudere con lo spettacolo di Daniele Caluri e Marco Pagani del “Vernacoliere” con il loro Don Zauker Tolk Schow, un’irriverente allegoria delle contraddizioni nel dibattito tra mondo cattolico e mondo laico. Per non dimenticare il racconto dei Kai Zen su Licio Gelli, dal titolo Notturno a Villa Wanda.
Buona anche l’affluenza di pubblico, nonostante il tempo inclemente, che consegna alla nostra città un festival di respiro nazionale e internazionale, perfettamente in linea con l’onda di sviluppo del movimento per la libera diffusione della cultura e delle arti. Non casuale infatti, la costante presenza di Arcoiris Tv, la web tv per eccellenza, che da anni lavora in questa direzione.
Un lavoro di network che propone la valorizzazione della produzione culturale, senza la totale rinuncia ai diritti d’autore. Una libera promozione e diffusione per così dire in “affiancamento” ai normali canali di distribuzione e vendita, ad esempio con la possibilità di scaricare libri senza doverli pagare, a patto però poi di non lucrarci.
Un bel salto culturale, di cui la nostra città diviene in questo momento la promotrice capofila in Italia.
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