Al 4 settembre risale l’ultimo Consiglio della Circoscrizione 1 Giovi. Ma, come lo scorso 17 luglio, è mancato il numero legale. Siamo andati a parlarne con Donato Caporali, consigliere in quota Rosa nel Pugno.
Cosa è successo?
«Uno dei Consiglieri, per motivi seri, si è dovuto allontanare…».
C’era da aspettarselo, guardando a quel che era successo a luglio?
«Sull’assenza di alcuni Consiglieri, credo di sì. Sulla mancanza di altri un po’ meno. Rimane il fatto che le divergenze andrebbero risolte negli organi competenti, senza incidere sul funzionamento della Circoscrizione».
Allora è vero che ci sono divergenze politiche fra la presidente Scartoni e il gruppo del Pd?
«Non so che divergenze vi siano all’interno del Pd, e quanto eventualmente siano profonde. Ma se sono tali da giustificare il blocco dell’attività - come nel caso delle Cave e delle modifiche a Prae e nuovo Praer – devono essere risolte prima possibile».
E da cosa potrebbero dipendere?
«Le divergenze, se esistono, nascono da incomprensioni sui metodi di gestione, sia politici che istituzionali. Stupisce che da luglio non abbiano trovato soluzione».
L’opposizione conosce la divisione della maggioranza?
«Non parlerei di divisione interna alla maggioranza, ma di divergenza all’interno di un gruppo politico. O almeno questo è quanto si avverte. Purtroppo, l’opposizione il 17 luglio ha sfruttato l’occasione: uscita dalla sala, ha fatto mancare il quorum».
Per quanto, prevedibilmente, questa lotta interna al Pd terrà la Circoscrizione in stallo?
«Mi auguro – e lungi da me ingerirmi dei problemi degli altri partiti – che queste presunte divergenze vengano risolte in tempi utili dal gruppo più rappresentativo a livello elettorale, ma anche a livello di incarichi. Sfide importanti attendono la Circoscrizione: le Cave, l’eventuale apertura di ambulatori in collaborazione con Usl e Comune a Ceciliano, i lavori pubblici necessari al territorio, la stesura di un bando per il mondo associazionistico. E molto altro ancora. Insomma, non c’è tempo da perdere».
Dal suo punto di vista chi ha ragione? E perché?
«Non ho abbastanza elementi per rispondere. Ma presumo che torto e ragione si trovino da ambo le parti. In ogni caso, sfrutto quest’intervista per rivolgere a tutti un appello a risolvere la situazione con il dialogo e un po’ più di spirito di mediazione».
L’ex presidente Mirelli e altri del Pd non si sono presentati all’ultimo Consiglio per protestare contro la mancata convocazione di una riunione di preparazione. In particolare, il riferimento è alla nomina di un nuovo coordinatore della Commissione scolastica, adesso ancora presieduta dalla presidente Scartoni: lei, che avrebbe voluto essere sostituita dall’attuale vice-coordinatrice esterna al Consiglio, e la maggioranza del Pd, che vorrebbe invece una figura interna. Qual è la sua posizione?
«La mia posizione e quella dei socialisti e riformisti è semplice: non si interviene sulle questioni degli altri partiti. Se poi tali questioni si trasformano in problemi di maggioranza, si devono acquisire tutti gli elementi del caso prima di esprimere un giudizio. E mi lasci dire una cosa: i socialisti credono da sempre nella partecipazione dei cittadini. Per questo, riteniamo fondamentale la loro presenza sia come coordinatori sia come commissari esterni alla vita delle Commissioni circoscrizionali. E voglio ricordare che fu proprio il Partito Socialista greco a mettere in atto la prima forma di partecipazione politica dei cittadini».
Ci risulta che a luglio sia stata affrontata anche la questione del cosiddetto recupero di una nuova cava nella zona di Campoluci, ma senza risultato. Su questo c’è qualche novità?
«La procedura vuole che, qualora venga meno il numero legale in un Consiglio, gli argomenti iscritti all’O.d.G. vengano rimandati al Consiglio successivo. Purtroppo anche l’ultimo Consiglio è andato deserto. Ma pareri, costantemente negativi, sono già stati espressi da vari organi. Commissione Assetto del Territorio circoscrizionale, Commissione Assetto del Territorio comunale e Commissione Urbanistica comunale si sono tutte pronunciate per il no. Tutti pareri non vincolanti, ma comunque capaci di condizionare in qualche modo la decisione finale».
Favorevole o contrario al recupero?
«Contrario. Sotto molti aspetti pare si tratti più di un’ulteriore escavazione che di un effettivo recupero, e non sono solo io a dirlo. La stessa posizione si riscontra nei pareri dati dai tecnici».
Secondo lei la gente di Giovi sa che la Circoscrizione adesso non funziona?
«Sicuramente alcuni cittadini ne sono a conoscenza, altri meno. Ma voglio precisare: il Consiglio per due volte non ha potuto deliberare per mancanza del numero legale, ma le Commissioni funzionano».
La presidenza Mirelli era stata criticata per scarsa incisività. Se la sente di fare un paragone con quella di Scartoni?
«Non amo i paragoni. E anche volendone fare, la presidenza di Scartoni è ancora troppo breve per dare un giudizio. Posso però dire una cosa: l’attuale situazione, seguita all’insediamento della nuova presidenza e alla nascita del gruppo consiliare del Pd, non è delle più rosee».
Giulio Prosperi
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