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FlyNet e l’intrigo internazionale sull’899…

martedì, 15 luglio, 2008 · Nessun Commento

Appare come un intrigo di livello internazionale, alla Alfred Hitchcock, quello che ha visto nelle ultime settimane il coinvolgimento di FlyNet, l’azienda del presidente e proprietario dell’Arezzo Piero Mancini.
L’inchiesta, denominata “Premium”, ha infatti coinvolto 18 persone raggiunte da ordinanza di custodia cautelare in Italia e all’estero, tra gli altri il braccio destro e nipote di Mancini Giovanni Cappietti.
Le accuse vanno dall’associazione a delinquere alla frode informatica e al riciclaggio.
Molto estesa anche la rete di relazioni societarie che sarebbero state stabilite, secondo l’accusa formulata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Firenze, attraverso un meccanismo di scatole cinesi e prestanome.
Chiave di volta la concessione per l’utilizzo delle numerazioni a pagamento con prefissi 899, 892, 0088 e 166, che sarebbe stata “passata” dalla FlyNet a una società londinese, su cui sarebbero confluiti gli utili della truffa.
Coinvolte nelle intercettazione anche società telefoniche con sede nel nostrano paradiso fiscale di San Marino.
L’inchiesta però parte da lontano, ossia dalle migliaia di utenti che nel 2007 hanno denunciato bollette esorbitanti, senza motivi apparenti.
Quattromila solo a Firenze lo scorso anno, per un presunto giro complessivo di oltre 10 milioni di euro.
Fondamentale uomo di collegamento, sempre secondo le accuse, Carlo Contini, della Plug Easy, la società londinese concessionaria costituita assieme ai fratelli Cimieri.
Ed ecco da dove nasce l’ipotesi sino a ora portata avanti dagli inquirenti, di una possibile connessione con Salvatore Menzo, uomo d’onore di Niscemi, già collaboratore di giustizia e arrestato in marzo a Perugia per l’omicidio di Salvatore Conte.
È comunque esclusa, per ora, dal campo delle ipotesi la possibilità di una accusa per concorso esterno in associazione mafiosa per Mancini.
Le intercettazioni sul caso sarebbero durate più di un anno, in parallelo ai 16 mesi di inchiesta, e pare che non chiariscano affatto se Mancini sapesse o meno delle frequentazioni malavitose di Contini.
Ma vediamo dunque lo scenario in cui i pm hanno ipotizzato si svolgesse materialmente la truffa.
Tramite un dialer che si inseriva nel computer dell’utente inconsapevole, si faceva scattare il collegamento con il servizio a tariffazione maggiorata, generando così bollette che potevano arrivare a cinquemila euro.
Se si pensa che un minuto di connessione attiva di questo genere arriva a 12,5 euro, dunque, i pm descrivono una ripartizione di questo tipo: 1,50 centesimi alla FlyNet, ossia il 10&, il 24% alla società assegnataria dei numeri a tariffazione internazionale, costituita a Londra da Contini e i fratelli Cimieri, e il 64%, equivalente a circa 8 o 9 euro, ai sette arrestati come autori delle imputate intromissioni telematiche, realizzate anche tramite la manomissione di alcune cabine telefoniche.
Accuse pesanti, dunque, per reati che prevedono pene che variano da un massimo di 12 anni per riciclaggio ai sette per associazione a delinquere, più in teoria un terzo di aumento della pena in caso di condanna per agevolazioni verso organizzazioni di tipo mafioso.
Per adesso Mancini, che si dichiara innocente, resta in carcere assieme al nipote, le esigenze di custodia cautelare rimangono quindi per i pm del tutto valide.

David Mattesini

Tags: Economia · Generale

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