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Associazione Arbitri Arezzo: Carlo Polci, presidente

Tuesday, 24 June, 2008 · Nessun Commento

Dai primi otto anni di presidenza ai progetti per i prossimi quattro, dall’ultima straordinaria stagione dei suoi ragazzi a Paolo Bertini: la presidenza di Carlo Polci a 360 gradi

Venerdì 16 maggio, dopo due mandati consecutivi iniziati rispettivamente nell’ottobre 2000 e nel maggio 2004, Carlo Polci si è presentato nuovamente alle elezioni sezionali come candidato per la carica di Presidente di Sezione. Unico candidato, quasi un plebiscito ne ha sancito la nuova elezione, la terza consecutiva.

Carlo Polci, per la terza volta consecutiva presidente della sezione Aia di Arezzo

Per Carlo Polci è iniziato dunque un nuovo quadriennio, il terzo come presidente della Sezione Aia di Arezzo, come presidente di quell’Arbitro Club che lui per primo ha voluto e in cui lui per primo ha creduto. In otto anni, oltre ai grandi risultati ottenuti, ha lasciato immutato l’attaccamento alla Sezione dei più anziani, coinvolgendoli sempre di più nelle varie attività sezionali, ha integrato giovani e gente più matura in maniera encomiabile, ha formato un gruppo eccezionale che va ben oltre le quattro mura della sezione o la prestazione in campo: ha fatto di Arbitro Club qualcosa che va ben oltre la mera realtà sportiva.
Questo si è notato ancor prima di andare al voto, quando, durante la serata, è stata approvata con entusiasmo e all’unanimità la relazione tecnica, associativa e amministrativa che ha presentato e che, mettendo in luce il lavoro e i risultati degli ultimi otto anni, ha sottolineato ancora una volta l’affetto e la gratitudine che gli oltre 200 arbitri presenti (il grande salone sezionale li conteneva a stento) hanno verso Carlo Polci.
Alla luce di questo terzo mandato, siamo andati a trovarlo nel suo studio (studio che, chiaramente, non è povero di riconoscimenti e foto che rimandano al mondo arbitrale) e, partendo da questa nuova elezione, abbiamo ripercorso gli otto anni passati e la stagione appena terminata, gettando uno sguardo anche al più prossimo futuro e ai progetti per i quattro anni che verranno.
Votato quasi all’unanimità, è Presidente della Sezione di Arezzo per la terza volta consecutiva: che valore ha questa nuova elezione?
«Da ben otto anni svolgo questo ruolo, e questa terza elezione mi fa molto piacere. Fa piacere e dà soddisfazione perché è una certificazione della fiducia che il Presidente ha intorno e che viene riconfermata. A essere riconfermata maggiormente è stata però la compattezza della Sezione, che rappresenta allo stesso tempo un pregio e un privilegio».
Quali sono gli obiettivi per i prossimi quattro anni?
«I miei progetti per il prossimo quadriennio li ho esposti nella relazione che ho presentato la sera delle elezioni, raccogliendo un grande entusiasmo e consenso, e sono divisi in progetti di carattere tecnico e progetti di carattere associativo. Dal punto di vista tecnico la sezione come massima ambizione ha di avere 20 associati contemporaneamente a disposizione dell’Otn (Organo Tecnico Nazionale), con la speranza di averne più di uno alla Can (Commissione Arbitri Nazionale). Per far questo bisogna lavorare molto, soprattutto dal punto di vista associativo. Innanzitutto ripartiremo con la ristrutturazione dei nuovi locali, adiacenti a quelli attuali, che il Comune ci ha concesso. Per questo ringrazio molto l’Amministrazione comunale e l’interesse che l’assessore allo Sport Lucia De Robertis ha mostrato verso di noi. Potremo dunque ampliare i nostri locali sezionali con nuovi ambienti e fare quindi il polo sezionale di allenamento allo stadio anche per gli arbitri Otp e Otr (Organo Tecnico Provinciale e Organo Tecnico Regionale). Altro obiettivo è di rafforzare il numero degli associati, che già è alto, o quantomeno mantenerlo sopra alle 200 unità, risultato raggiunto con il nostro ultimo corso e che ci fa numericamente la terza sezione della Toscana. In questi quattro anni vorrei inoltre realizzare l’archivio storico della sezione, che verrà poi curato da Franco Palazzini. Ultimo, ma forse più importante tra gli obiettivi, è di sostenere fermamente la futura candidatura di Marcello Nicchi a presidente nazionale, credendo fortemente in un progetto innovativo che porti l’Aia a essere finalmente considerata alla pari degli altri soggetti che operano nel mondo del calcio».
Ripercorriamo i primi otto anni da Presidente, dalla prima elezione del 2000 al corso record di pochi mesi fa.
«Il 20 ottobre del 2000 sono stato eletto Presidente per la prima volta. Diventare Presidente della Sezione di Arezzo si presentava impegnativo, ma comunque stimolante e non difficilissimo, perché la Sezione era ben organizzata e potevo godere del supporto di tanti importanti arbitri Fuori Quadro, in grado di darmi un grosso aiuto (due su tutti i vicepresidenti Gianfranco Bertini e Giancarlo Chiappini). Venivo da un’esperienza importante nel Comitato regionale, ricoperta grazie a Luciano Giunti, che mi aveva consentito di imparare diverse cose, per cui non mi sentivo digiuno degli impegni che mi aspettavano: una certa paura correlata all’impegno lentamente me la sono sentita scivolare via. Una delle prime cose che ho trovato da fare era cercare di rialzare il numero assoluto degli associati, visto che c’era stata una consistente riduzione, seppur in linea con la situazione del momento. Abbiamo lavorato duramente, soprattutto all’inizio, e sia io che i miei Vicepresidenti abbiamo trovato l’aiuto di molte persone: i risultati pian piano sono arrivati, fino all’ultimo corso record che ci ha fatto superare la quota dei 200 associati. Un’altra cosa evidenziata fin da subito erano i locali sezionali, fatiscenti e inadeguati per svolgere un minimo di attività che non si limiti esclusivamente a quella di ufficio. Credevamo e crediamo tanto alla forza dello stare insieme: per questo ci siamo immediatamente impegnati per trovare locali nuovi. Prestissimo sono venuti alla ribalta gli ambienti, inutilizzati, sotto la tribuna dello stadio, che da subito ci sono piaciuti tantissimo. L’Amministrazione non si è fatta pregare nel concederceli e ha creduto nel nostro progetto, cosa che purtroppo non ha fatto la Federazione, che all’ultimo momento si è tirata indietro. Non ci siamo persi d’animo e velocemente abbiamo messo in pista i lavori. Era il 2003: grazie all’impegno, alla concordia, all’amicizia, alla voglia di stare insieme di tutti gli associati, in pochissimi mesi è nato Arbitro Club. Nel frattempo abbiamo avuto diverse soddisfazione anche dal campo, coi i molti ragazzi promossi: in questi otto anni Ghiandai è arrivato in serie A, Pecorelli, Bruni, Cagnacci e Orlandi in serie C, D’Ascoli, Foglini e una decina di assistenti in serie D. Mi preme sottolineare un altro importante obiettivo raggiunto: riteniamo che negli ultimi otto anni ad Arezzo si sia soprattutto affermata una diversa idea dell’arbitro, e che la città, diversamente dal passato, oggi abbia una grande considerazione degli arbitri e di tutto il nostro mondo. Questa nuova sensibilità verso l’arbitro è testimoniata anche dai dati: 194 ragazzi sono venuti a fare l’arbitro e la crescita complessiva è stata di 72 unità, con un incremento di oltre il 40 per cento degli associati. Questo ha consentito di soddisfare le necessità della Federazione in ordine alla sempre più frenetica attività sportiva: abbiamo coperto tutte le 17 mila partite del territorio aretino, e tutte le 500 partite annuali dei tornei. Grazie all’impegno di tutti, nemmeno una partita è mai rimasta scoperta». Alcuni degli arbitri della sezione aretina dell’Aia
In questi otto anni si è trovato ad affrontare da Presidente anche la nota vicenda di Calciopoli, che ha toccato da vicino la nostra sezione, con il suo associato più di “prestigio” coinvolto.
«Tutti conoscono le recenti vicende che purtroppo hanno investito la nostra categoria, e malauguratamente pure un’autorevole esponente della nostra sezione, Paolo Bertini. Nonostante ciò, mi rallegra la grossa considerazione della città verso gli arbitri, dimostrata anche per quanto riguarda il comportamento tenuto verso di lui: con Paolo la città ha continuato a manifestare un atteggiamento di rispetto e di stima legato soprattutto all’uomo. C’è l’augurio che quanto prima tutto finisca, e che anche il doveroso percorso della Magistratura ordinaria si concluda come ha fatto l’altrettanto doveroso percorso della Magistratura sportiva [al termine del procedimento della giustizia sportiva, Paolo Bertini, internazionale con 110 presenze in serie A, venne completamente prosciolto, ndr]».
Dalla serie A alle categorie provinciali: come è stata questa stagione per i nostri arbitri, e quali sono le prospettive future?
«Simone Ghiandai ha confermato il suo valore fungendo da assistente, molto spesso con la più nota Cristina Cini, in numerose partite di serie A e in qualche big match di serie B, camminando spedito verso il traguardo delle 50 partite nella massima serie, che verranno raggiunte nel prossimo campionato e che rappresentano una soglia di eccellenza unanimemente riconosciuta per chi opera ai massimi livelli professionistici. Davide Pecorelli si è confermato uno tra i migliori arbitri di serie C, avendo diretto, tra l’altro, due gare della fase finale dei campionati. Per lui si possono aprire scenari eccezionali: speriamo possa raggiungerli. Davide Cagnacci ha culminato con Taranto-Crotone, ritorno della semifinale play-off, uno strepitoso campionato di serie C1 da assistente, e anche le speranze legate a lui sono tantissime: ora vedremo se a fine anno riuscirà a culminare il suo sogno. Max Bruni e Lorenzo Orlandi si sono confermati tra i migliori assistenti di serie C pur essendo ai primi anni di appartenenza alla categoria. In serie D inopinati infortuni hanno penalizzato Alessandro Foglini e altri dei nostri sei rappresentanti, ma anche qui ci sono speranze per far bene nei prossimi campionati. A livello regionale, in Eccellenza abbiamo sbaragliato il campo con 12 arbitri su 40 (numero impressionante, considerando che le sezioni toscane sono 15) a dirigere gare di quella categoria, e probabilmente abbiamo il numero uno in Toscana. L’augurio è che a fine anno i promossi dalle categorie regionali a quelle nazionali siano almeno nell’ordine di due o tre. I vari campionati regionali si sono inoltre conclusi con più di dieci esordi tra una categoria regionale e l’altra. A livello provinciale, detto dell’incredibile aumento dell’organico, abbiamo fatto esordire tanti nostri ragazzi: tra questi circa 50 erano minorenni e sono riusciti a inserirsi molto bene. Grandi soddisfazioni ci sono arrivate anche dalle sei giovani ragazze. Purtroppo c’è stato anche qualche episodio di insofferenza, figlio di un errato concetto di competitività nelle categorie giovanili, che non si riesce ad abbattere, ma nel complesso sono molto soddisfatto, come penso lo sia il presidente del Comitato provinciale Gianfranco Petrucci. Alla luce di tutto ciò, un’annata straordinaria per la quale ringrazio tutti, a partire dai vicepresidenti e dal designatore Mireno Tavanti».
Le premesse per questo terzo mandato sono dunque ottime. Non possiamo che augurare un “in bocca al lupo” al presidente Carlo Polci, nella sicurezza che riuscirà a svolgere un ottimo lavoro anche nel prossimo quadriennio. E nella speranza che, dopo le tante soddisfazioni dei primi otto anni, questo terzo mandato si apra da subito con la grande gioia di qualche promozione alle categorie nazionali.

Marco Cavini

Tags: Sport

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